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Rapporto Isdaci su ricorso alla mediazione: 9 per cento in più nel 2015

Presentato nei giorni scorsi al pubblico il rapporto Isdaci, promosso da Unioncamere, Camera di Commercio di Milano e Camera Arbitrale di Milano. Un quadro nazionale della giustizia alternativa nel 2015 ricco di dettagli che denota un aumento del ricorso alla mediazione del 9 per cento nel 2015.


Sono quasi 300 mila (298.728) le domande di giustizia alternativa che si sono avute nel 2015, il 12% in più rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Rapporto Isdaci, promosso da Unioncamere, Camera di Commercio di Milano e Camera Arbitrale di Milano, presentato nei giorni scorsi al pubblico. Un quadro nazionale della giustizia alternativa nel 2015 ricco di dettagli. Andiamo ad analizzarne qualcuno.

Innanzitutto il rapporto nota un aumento di domande di mediazione amministrata: 196.467 nel 2015, più 9% rispetto al 2014 e più 27% rispetto al 2012, anno quest’ultimo in cui era in vigore la mediazione obbligatoria che annoverava tra le materie in cui era possibile procedere il risarcimento del danno da veicoli e natanti . L’81,6% è costituito da domande di mediazione obbligatoria

Per quanto riguarda le materie il rapporto sottolinea invece come i contratti bancari siano al primo posto, con il 23,5% del totale complessivo, seguiti dai diritti reali con il 13,7%, locazioni con il 12%, condominio con l’11,9%. Ci sono poi le mediazioni su risarcimento del danno da responsabilità medica con il 6,6%, contratti assicurativi con il 6%, divisioni dei beni con il 4,8%, successioni ereditarie con il 4,2%. Altri dati si hanno sul valore medio delle mediazioni (valore che si aggira intorno ai 137.862, con un +24,6% in un anno), e sulla durata media, che si porta a 103 giorni. Al 44,9% la percentuale di adesione della parte chiamata in mediazione (percentuale che diventa il 64,9% per le successioni) con l’accordo che viene raggiunto nel 23% dei casi (54% nel caso di risarcimento danni da veicoli e natanti).

Un dato interessante concerne poi la geografia degli organismi di mediazione. Questi si concentrano per lo più nella città di Roma (12,5%), seguita da Napoli (7,5%), Milano (4%), Salerno (3,7%), Torino (2,2%), Bologna, Lecce e Palermo (2%). L’ultimo dato ci parla, infine, dei protagonisti delle controversie: l’86% dei procedimenti riguarda controversie sorte tra due imprese o tra un ente ed un’impresa mentre il restante 12% riguarda procedimenti tra imprese e consumatori (quest’ultimo gestito presso le Camere di Commercio).

A cura dell'addetto stampa Brain Med, dott.ssa Jenny Giordano



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